Filatura della lana



Attività svolta da Laura Veronica Pilo, Ambra Mauratelli e Alice Mometti.


Storia:

La lana è una fibra naturale costituita da una sostanza proteica, la cheratina, che si ricava dalla pelliccia di alcuni animali, soprattutto pecore e capre ma anche cammelli, lama e conigli.

L'uomo del Paleolitico mancava di tecniche per ricavare dalla lana i filati da tessere, ma si serviva delle pelli con annessa pelliccia, prelevate dagli animali che uccideva durante la caccia.

Verso il 4000 aC, i Babilonesi erano in grado di filare le lane ricavate dagli ovini che allevavano.

La lana divenne ben presto merce di scambio in ogni civiltà. Importanti testimonianze ci sono state tramandate da tutti i popoli, soprattutto Greci e Romani.

La civiltà europea dell'Alto Medioevo si fondò principalmente sull'allevamento di pecore e capre, da cui si traeva latte, carne e lana.

Già agli albori del IIº millennio alcune aree si erano rese note per gli allevamenti di razze particolarmente importanti per la resa di lana. Molto richieste erano le lane provenienti da Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Spagna, famosa quest'ultima fin dal XIº secolo per le pecore Merinos.

Nel XIIº secolo in Italia furono i lanaioli toscani a farne un genere molto ricercato sui mercati europei. Firenze e Prato erano i centri principali, che poi si estesero anche alla Lombardia e al Veneto.

Con la rivoluzione industriale iniziò una nuova era, grazie all'avvento dei primi telai meccanici. (1)


Tosatura delle greggi, Breviario Grimani, XV-XVI secolo.


Fasi di lavorazione della lana: (2) (3) (4)

1- Tosatura

Operazione di separazione del vello dell'animale con tosatrice manuale o meccanica. Si ottiene lana "saltata" se l'animale è stato precedentemente lavato, lana "sudicia" se non ha subito il lavaggio.

2- Cernita

Dal vello intero si separa la lana delle spalle e dei fianchi (fine e lunga), della schiena (corta e ruvida) e del ventre (corta e debole).

3- Lavaggio

Si effettuano ripetuti lavaggi in acqua tiepida con sostanze detergenti. Dall'acqua di lavaggio si estrae la lanolina, un grasso puro con molti utilizzi soprattutto in campo medico e cosmetico.

4- Asciugatura

Effettuata all'aria naturalmente o con aria calda.

5- Apertura e Battitura

Si aprono manualmente i fiocchi di lana, facendo entrare l'aria e donando consistenza soffice.

6- Cardatura/Pettinatura

Libera dalle impuritá la lana, districa le fibre e le rende parallele. Prima della rivoluzione industriale veniva fatta esclusivamente a mano con le "carde" o "cardacci", due assicelle di legno dotate di impugnatura irte di chiodi, che si sfregavano una contro l'altra. 

L'operazione di pettinatura seleziona le lunghezze delle fibre e si ottiene un "nastro" di lana pettinato con fibre tutte della stessa lunghezza (noto come "top"). 


Raffigurazione di San Biagio. M. Buonarroti, Il Giudizio Universale, Cappella Sistina.

 

Cardatori antichi.


7- Filatura

Puó essere fatta manualmente o meccanicamente. Il suo scopo è quello di imprimere torsione alle fibre e ottenere così il "filato", utilizzabile nella fabbricazione dei tessuti, nella confezione a maglia o per ricamo e cucito.

L'utilizzo del fuso (un bastoncino lungo una spanna infilato in un tondino forato di 4-6 cm detto fusarola) nasce insieme all'uomo. Si aziona la rotazione dal bastoncino, la torsione entra così nelle fibre e il filato fatto si può avvolgere manualmente intorno al bastoncino sotto la fusarola.

Filare è una lavoro lungo, che occupava una considerevole fetta di popolazione, soprattutto donne e bambini. La necessità di velocizzare questa operazione portò alla costruzione di apparecchi in legno che, azionati a pedale, sveltivano di molto la produzione di filato. Questo attrezzo, conosciuto come "filatoio" o "filarello", venne già disegnato da Leonardo ma il suo utilizzo prese piede fra il 1800 e il 1900.

Nel 1770 fu brevettato il primo filatoio meccanico.


Fusi e fusarole in argilla (http://viacrocette.blogspot.nl)


8- Binatura e Torcitura 

Accoppiamento con torsione di due o più capi filati per ottenere un filato più robusto e stabile. Il verso di rotazione, convenzionalmente, viene definito Z (filo filato) se ruota in senso orario, S (filo torto) se ruota in verso antiorario.

Lo "stoppino" è una sottile banda di fibra tessile leggermente TORTA a sezione cilindrica. Assomiglia ad un grosso filo, ma non ne ha le caratteristiche a causa della bassa torcitura.


Torcitura a Z e S.



Bibliografia:

(1) Enciclopedia Treccani.

(2) La Lana di Giorgio Bertoni (2006).

(3) Lavorazione della lana, Wikipedia.

(4) Corso teorico pratico di filatura di Fabrizio Fede, Milano 2015 (www.fiberfabry.it).

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